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Il comune


IL NOSTRO PAESE
Siamo sull’Appennino meridionale, in Campania, alle pendici di uno dei monti più significativi della catena montuosa, il Terminio con i suoi 1806 metri di altezza. L’abitato di Volturara Irpina è disteso al margine sud occidentale della conca denominata Piana del Dragone, tra le pendici di due straordinari montagne, il Faggeto e il Costa. L’abitato si erge a 700 metri di altezza s.l.m., ed è circondato da campi coltivati. Si presenta oggi come un grazioso paese incastonato nei verdi monti dei Picentini. Nel territorio sono presenti le famose “Bocche del Dragone” interessanti e suggestive grotte carsiche, inghiottitoio naturale dei ghiacciai invernali, a formare delle sorgenti sotterranee che alimentano l’acquedotto di Cassano e da qui tutto il mezzogiorno d’Italia. Il Comune, centro della Comunità Montana Terminio Cervialto, dista 18 km dall’autostrada Napoli-Bari con uscita al casello di Avellino est, con cui è collegata da una moderna superstrada, l’Ofantina Bis. Dal territorio comunale, partono due tra le più belle strade panoramiche dell’Irpinia: quella che va a S. Stefano del Sole e quella che porta al Piano di Lagarelle (1477 m.) in prossimità della località Acqua delle Logge. Altra strada di notevole interesse naturalistico e quella che conduce al territorio montano di Volturara, il Pianoro di Campolaspierto. In questa zona sono presenti un ristorante tipico e due maneggi turistici con cavalli, con la possibilità di misurarsi in fantastiche e avventurose escursioni sulla vetta del Terminio.

IDROGRAFIA
La diffusa distesa calcarea fa assumere al nostro paese un notevole sviluppo idrografico carsico. L’acqua penetrando nei calcari fessurati, forma una rete sotterranea fitta ed intricata. I corsi di acqua, costretti a girare continuamente incavano sempre più i calcari e formano profonde gole. Tutte le fiumane sono alimentate dal monte Terminio e dai suoi contrafforti, condensatori di nubi su cui cadono abbondanti piogge. Dalla cima del Terminio lo spartiacque continua il suo corso per l’Acque delle Logge, il piano di Chiavolella, e attraverso la mulattiera che porta a Piedisava, s’innalza al monte Serrapullo e scende alla pianura di Bolofano per riversarsi sulla Piana del Dragone. Le zone idrofile più abbondanti sono quelle che abbracciano tutta la zona della Serra. Qui appaiono dei vari laghi sotterranei, ma a causa della scarsa pendenza, i laghi vanno scomparendo e le acque acquistano una maggiore profondità. E’ opinione dei geologi che il monte S. angelo (San Michele), nei tempi remoti, si sia staccato dai contrafforti del Terminio e si sia incastrato tra i monti Maroia e Mortariello, proprio a causa delle abbondanti acque esistenti nel sottosuolo e per il terreno molto scivoloso per la sua conformazione tufacea. Le sorgenti che sgorgano dal Terminio nel nostro versante sono numerose. Quelle a monte prendono i nomi di: Acqua della Logge, Acqua degli Uccelli, Acqua dei Candraloni. Quelle che sgorgano più a valle invece sono: Acqua Mieroli, Tufara, Acqua di Za ‘Maria, Acqua Nuci, fontana Santo Marco, fontana Vimmarola, Acqua re ‘la Serra. I

IL BOSCO
Il bosco è molto ricco e rigoglioso soprattutto nelle alte quote, con la presenza del Faggio da circa 100 metri in su. Dai seicento in poi invece insiste l’albero del Castagno da frutto. Lo spettacolo che offre ai visitatori quest’ambiente certamente non si può considerare unico, ma certamente presenta caratteristiche inaspettate. Alberi di alto fusto e vegetazione rigogliosa nei pressi dei valloni. Gole, grotte carsiche, sorgenti, pianure che interrompono la vegetazione di montagna all’improvviso. I frutti del sottobosco presenti nel territorio come funghi, bacche, fragole, origano, timo, sono facili da incontrare e offrono spesso ristoro ai visitatori. Il panorama che offre la cima del Terminio, da cui possiamo vedere nelle giornate serene, il panorama dei due mari, e la consapevolezza di trovarsi in un preciso posto in Italia. Sono presenti anche svariati gruppi di cinghiali, volpi, e persino il lupo fa sporadiche apparizione nel suo spostamento per l’Appennino. Corvi reali, rapaci di svariate specie, il laghetto nella piana è in primavera sosta per uccelli migratori. Inoltre piccoli uccelli, merlo, pettirosso, picchi, usignoli, passeri, ecc. Un ambiente che esiste ed è parte importante del comprensorio del Parco regionale dei Monti Picentini.
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