Chiesa del SS. Cuore di Gesù

« La Chiesa dedicata al SS. Cuore di Gesù, sita in Piazza Mercato, confina per tre lati con i beni di Mario Raimo e nel davanti con la piazza. È costituita di una sola sala, terminante con una altra di più piccola dimensione a forma di un quadrato nel quale è compresa l’altare maggiore con la nicchia ove è posta la statua del Sacro Cuore di Gesù. All’ingresso, a sinistra di chi entra, c’è una angusta sagrestia, a destra una stanzetta, ricavata nello stesso fabbricato, dove anticamente si conservava la connoletta per i cadaveri. A ridosso del muro di separazione si eleva una scala di ferro a chiocciola per la quale si accede all’organo e al campanile. Più in fondo una cattedra in legno ove pigliano posto i dirigenti della Confraternita durante le sacre funzioni. Due file di scanni, tipo pompeiano, agevolano l’assistenza del popolo alla S. Messa. Al centro una pietra quadrata mobile indica il luogo della botola per accedere sotto il pavimento per la sepoltura dei cadaveri. La facciata esterna è tutta rivestita di lastre di marmo. È l’ultima delle Cappelle costruite in Volturara dalla pietà dei fedeli.
Anticamente l’area serviva da sito ove venivano ammonticchiate le ossa dei defunti che venivano estratte dalle carnaie. Molte, difatti, se ne erano ammassate e poiché era un luogo solitario e abbandonato, molti cespugli, sterpi, spine ed ortiche erano da tempo cresciuti. Una mattina tra quei cespugli fu rinvenuto il cadavere di un neonato, certo abbandonato o meglio gettato da mani snaturate. Per evitare il ripetersi di altri simili gesti si pensò di erigere lì la nuova Confraternita. Era il 1885. Fu istituita sulla base dello Statuto generale dell’Apostolato della Preghiera approvato da Sua Santità Leone XIII il 24 maggio 1879 e infervorato dalla Congregazione dei Vescovi e Regolari, tenuta il 28 dello stesso mese ed anno.
Aveva come pricipuo scopo quello di mantenere ed accrescere il Culto al Sacro Cuore di Gesù, di pregare per il trionfo della Chiesa: una vera società religiosa laica. Ad essa venivano ammessi uomini e donne. Veniva retta e governata da un Direttore locale dell’Apostolato della Preghiera pro tempore, unitamente ad un Consiglio direttivo, i cui componenti venivano scelti tra i più probi ed assennati dei confratelli associati. Il Consiglio Direttivo si componeva di un Prefetto, due Assistenti ed il Direttore. Questi venivano eletti ogni anno a maggioranza di voti segreti sotto la presidenza del Direttore o del Prefetto. Le donne non prendevano parte alla votazione attiva né passiva. Ogni anno il Consiglio Direttivo, pure a voti segreti, eleggeva gli ufficiali minori, che si dividevano in quattro Consulti, un segretario, un tesoriere, un cerimoniere, un maestro dei novizi, due probi ammonitori, due puntatori, due revisori dei conti, due portinai, tre infermieri per gli uomini e tre per le donne, un vessillifero e due coristi. Le adunanze venivano tenute in tutti i giorni festivi a cominciare dalla prima domenica dell’avvento fino alla domenica dopo l’ottava del Corpus Domini e in ogni prima domenica di mese nell’estate. Il vessillo era di colore rosso; al centro ricamati i cuori di Gesù e di Maria. Il Consiglio Direttivo aveva il dovere di formare un elenco di ventiquattro fratelli abili a prestare servizio durante le processioni e l’accompagnamento dei morti sia fratelli, sia quelli a cui venivano invitati. Il servizio era obbligatorio e mensile. Alle sacre funzioni tutti dovevano assistere fregiati dell’emblema del S. Cuore, e mantenere una compostezza e modestia, una dignità e un profondo rispetto proprio della Casa di Dio. La tassa d’iscrizione era proporzionata all’età del richiedente valutabile in ragione di centesimi cinquanta per ogni anno di età. Potevano iscrivere anche i defunti ma la tassa non doveva essere minore di lire 340. Non pagando la tassa d’iscrizione per due anni consecutivi il moroso veniva escluso dai benefici; tenendosi moroso per altri sei mesi ancora, automaticamente restava cancellato dal numero dei Fratelli e Sorelle. I congregati potevano costituire anche una associazione di mutuo soccorso per la reciproca assistenza temporale. Non si poteva far parte della Congrega se non dopo un anno di noviziato. La confraternita aveva un sugello portante lo Stemma del S. Cuore di Gesù con la scritta “Congregazione del S. Cuore di Gesù in Volturara”. I primi Direttori e v vice Direttore furono il Rev.do Don Nicola Marra e Don Giovanni Marra. Il Direttore della Congrega doveva ottenere l’autorizzazione e l’approvazione dell’Ordinario Diocesano. Nella controversia tra i congregati non era lecito adire il Magistrato se non dopo aver esperito tutti i mezzi conciliativi da parte del Direttore e del Prefetto. Il capriccioso ed ingiusto litigante veniva severamente punito o anche cancellato dall’elenco dei Confratelli. Il Direttore Spirituale era sempre il Direttore locale dell’Apostolato della Preghiera alle dirette dipendenze dell’Ordinario Diocesano. Il Prefetto era il capo della Congregazione in armonia con il Direttore Spirituale. Gli altri ufficiali minori espletavano le mansioni e gli offici proprio di ciascun grado. I doveri di tutti i Congregati erano quelli di piacere al Divin Cuore di Gesù; era loro inibito di prendere parte ai giuochi nelle bettole e in luoghi indecorosi e tanto meno frequentare persone scandalose e senza timor di Dio. Dovevano evitare discordie, odi, antipatie, disprezzo delle cose divine e del prossimo, assistere scrupolosamente alle adunanze festive ed alle processioni, accostarsi ai Sacramenti almeno ogni mese e nelle principali festività di Gesù Cristo e di Maria SS. I congregati avevano il vantaggio di tutte le indulgenze e i privilegi dell’Apostolato della Preghiera; nel di della Candelora avevano diritto ad una candela benedetta di otto libre; il frutto spirituale per le messe dei benefattori, i sussidi anche temporali, secondo le disponibilità della Congrega, di quattro candele accese intorno al cadavere della morte fino all’associazione alla Chiesa, l’accompagnamento dei fratelli di sacco dalla casa alla Chiesa; ufficio e messa cantata dal Clero con cinque libre di cera; il suono della Campana della Congrega a rintocchi, per avvisare i Congregati. In Congrega venivano celebrate messe cinque ed altre speciali preghiere per il defunto. Lo statuto poteva modificarsi, variarsi, accrescersi o abbreviarsi solo dal Rev.mo Ordinario Diocesano, al quale la Congrega del Cuore di Gesù professava assoluta e sincera obbedienza e sottomissione. Per facilitare il buon andamento del Pio Sodalizio, dopo il primo Triennio, da computarsi dall’approvazione dello Statuto, che quasi interamente sopra abbiamo ricordato, i Confratelli potevano apportare delle Variazioni ritenute utili. Scaduto tale termine solo l’Ordinario aveva detta facoltà. Seguiva, pertanto il responso vescovile con “Ad probamus Statuta leges suprascriptas et mandamus remitti Nobis trascriptum eorum authenticum respondens in omnibus originali adprobato Nusci die 9 octobris 1885 – Firmato: Julius Vaccaro. Il 20-12 1971 sono iniziati i lavori di ampliamento e sistemazione da parte del Can. Sarno Guido per volere del Vescovo Gastone, contrariamente a quanto stabilito col nuovo P. Cicotti. I lavori vengono eseguiti con cantiere. Col mutare dei tempi, intanto, molte cose sono cambiate, molti doveri sono stati soppressi, molti obblighi sono caduti in disuso. Per il terremoto del 23 novembre 1980 il campanile è andato perduto, tutta la facciata antistante è crollata e le mura parametrali sono rimaste sventrate. Il Ministero ai beni culturali ne ha autorizzato una provvisoria copertura con la speranza di ristrutturarla. »

Fonte: “Storia di Volturara Irpina – Dalla origine ai giorni nostri” di Rizieri Roberto Di Meo

Nel 2015, a 35 anni dal terremoto del 1980, è stato costituito un Comitato Pro Chiesa Sacro Cuore di Gesù con l’intento di ristrutturarla. Ad oggi, i lavori sono quasi giunti al termine.

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